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ratio iuris testata

Direzione Scientifica: Cons. Mauro Orefice - Cons. Stefano Toschei



Tra una tazza di tè ed un corposo fascicolo processuale mi accorgo di essere in balia del dubbio di sempre: questa norma è ancora vigente? E se sì che applicazione ha avuto nella giurisprudenza?


di Mauro Orefice
 

Mi alzo un po’ pigramente avvicinandomi al computer… chissà se in dottrina si sono occupati del problema che mi affligge…
Attendo i favori della rete, sfuggo alla tentazione di aprire siti molto più attraenti di un sito giuridico e…. oddio, quante informazioni! Colpisce, insomma, fin da subito un dato: l’enorme quantità del materiale giuridico in rete. Anni fa la difficoltà di una ricerca on line era data dal fatto che era davvero difficile reperire le poche pagine significative. Ora il problema è assolutamente opposto: di materiale giuridico in rete ce n’è tanto, tantissimo…troppo.
E’ vero che siamo nella culla della civiltà giuridica e che il nostro è un Paese fondato sul diritto (anche se il dubbio, talvolta, è di avere “diritto” ad un Paese), ma non sembra una scelta votata all’efficienza quella di correre il rischio di dover seguire un corso di formazione per evitare di effettuare una ricerca a-critica, che dia il risultato, con ogni probabilità, di un’indagine volta a recuperare tutto il recuperabile (dalla violazione di diritti umani nel recente conflitto afghano, al sistema infallibile per attaccare “diritto” un quadro al muro, a quel tennista famoso per il suo micidiale “diritto”).
Ma anche una ricerca più sofisticata, fatta utilizzando gli operatori booleani (e cioè impostando il sistema in modo che restituisca solo i risultati più significativi) non diversamente darebbe tante, tantissime pagine legate al diritto.
Dunque, proprio per questo, in una ricerca sul web diventa essenziale sapere da dove iniziare, per una scelta di qualità, senza perdere tempo, anche perché il tè si sta raffreddando.
E un buon punto di partenza è sicuramente “Ratio Iuris”.
In un mondo in cui è richiesta l’estrema dinamicità di tutti, la rivista può contare sull’ambizione di essere da una parte quanto più tempestiva possibile, dall’altra leggibile da parte della generalità degli utenti. In altre parole ciò di cui si cerca di farsi carico è la traduzione in informazione di una evoluzione rapidissima del mondo giuridico, cercando di spiegare al lettore i perché delle novità in un modo accessibile ma non per questo meno tecnico.
La preziosa collaborazione di addetti ai lavori, sparsi nei gangli vitali delle più rilevanti giurisdizioni, consentirà infatti questo collegamento immediato e semplice tra la fonte delle informazioni ed il lettore. La consultazione avverrà sulla base di semplici richiami, con la possibilità di accedere, attraverso “link” dedicati, ai documenti integrali, ove questi, per dimensioni, finiscano per minacciare la snellezza della rivista.
Autorevoli articoli di dottrina, commenti e note a sentenze coroneranno l’ansia di ricerca dell’ “internauta”, assicurando completezza all’informazione ed un sicuro contributo al dibattito. Non solo.
La rivista, oltre a cercare di assicurare una corretta informazione giuridica, è rivolta anche ad un confronto con l’esterno, ad una ricerca dell’humus dal quale nascono e generano le scelte che informano le nostre norme e ne caratterizzano l’interpretazione. Una sorta di ricerca quasi della politica del diritto, che aiuti a comprendere i fenomeni giuridici.
Insomma, nel complesso un tentativo di creare qualcosa di “nuovo” in questo affollato panorama che la rete oggi ci offre. Se la rivista riuscirà in questo intento, lo direte voi che ora state leggendo queste righe.
Per ora, so di non aver perso tempo aprendo questo sito…. Posso tornare soddisfatto a bere il mio tè.

Mauro Orefice

     
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