Il presente contributo intende trovare nuovi spunti di riflessione sull’opportunità pratica di conferire un’accurata e qualificata digitalizzazione dell’amministrazione finanziaria nonché delle varie ricadute applicative in relazione al rilancio della produttività del sistema in termini di giovamento cibernetico. Si andrà ad evidenziare il valore ab origine dell’algoritmo approdando, in specie, all’innovazione e sulla digitalizzazione nei settori della Pubblica Amministrazione, in generale del sistema economico – produttivo, con un occhio a presidiare l’interesse pubblico e tutelare i diritti dei contribuenti, in ossequio ai principi costituzionali e sovranazionali in materia tributaria, considerando il possibile impatto sulle priorità strategiche e trasversali previste dal Piano nazionale di Ripresa e resilienza (PNRR).

  1. PREMESSA INTRODUTTIVA.

Come noto, le crescenti potenzialità provenienti dal progresso informatico, offrono un pregiato servizio ad un efficace impiego dell’azione amministrativa[1], in generale, e dell’azione dell’amministrazione tributaria, in particolare. D’altra parte, la nostra Carta Costituzionale, all’art. 97, garantendo espressamente il buon andamento dell’azione amministrativa, non fa altro che dare maggior incentivo anche all’aggiornamento tecnologico quale parametro fra i più rilevanti per assicurare il raggiungimento dell’odierna realtà digitale in cui il mondo si muove.

Già nella seconda metà del secolo scorso si affermava l’esigenza di un mutamento culturale della Pubblica Amministrazione e, in particolare, del suo momento di contatto con i cittadini. La stessa P.A., imbrigliata, ingolfata e retta da logiche in cui la qualità dei servizi da erogare all’utenza non appare essere tenuta nella dovuta considerazione impatta oggi con la c.d. “rivoluzione digitale”. Lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha determinato l’avvento della «quarta rivoluzione» nella storia dell’umanità[2], data proprio dalla commistione tra l’analogico e il digitale. Si tratta di una rivoluzione “umana” che trova un simbolico motore propulsivo nella ormai onnipresente digitalizzazione e in seguito anche dalla onniscienza degli algoritmi[3].

Come evidenzia Floridi: «Siamo organismi informazionali (inforg), reciprocamente connessi e parte di un ambiente informazionale (l’infosfera), che condividiamo con altri agenti informazionali, naturali e artificiali, che processano informazioni in modo logico e autonomo»[4]. Con le vicende del recente passato legate all’emergenza Covid-19, è ancora più “emergenziale” che si debba ricercare una soluzione definitiva nel rapporto tra Fisco e contribuente in un’ottica primariamente e massimamente paritaria[5].

2. IL VALORE DELL’ALGORITMO IN UN MONDO DIGITALE;

Il digitale, infatti, tesse sempre di più la trama delle vite degli individui essendo un «…agente potentissimo di trasformazione sociale, struttura e sovrastruttura insieme, testo e contesto: la cornice entro cui si svolge ogni espressione dell’uomo, che condiziona secondo i soli parametri della funzionalità e dell’efficienza»[6].

Così gli algoritmi hanno un impatto, visibile e invisibile, determinante nella realtà pubblica e privata.

L’algoritmo, in altre parole, potrebbe “impersonare” la funzione di un ordigno discriminatorio: a) potrebbe non tenendo conto di variabili fondamentali; b) potrebbe incorporare pregiudizi; c) potrebbe non offrire la possibilità di un appello in ragione della dimensione immediatamente “operativa” del software stesso.

Il diritto amministrativo ha già affrontato la questione relativa alla possibilità, per la Pubblica Amministrazione, di demandare le valutazioni “discrezionali” e le connesse decisioni agli algoritmi[7].

La giurisprudenza amministrativa in materia appare propensa alle innovazioni, anche in termini di efficienza, e consapevole dei rischi connessi allo strumento “algoritmo”.

Diametralmente ed analogamente, con il Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO) del Ministero dell’economia e delle finanze del marzo del 2023, per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2023-2025, al fine “di assicurare il conseguimento di target, milestone e degli obiettivi finanziari stabiliti nel PNRR”, le linee programmatiche di indirizzo della politica fiscale e di gestione del sistema tributario sono intese, in via applicativa, ad un miglioramento della compliance volontaria e ad un uso più agevole dei dati provenienti dalla interoperabilità tra amministrazione finanziaria e operatori con accesso per scambio dei dati.

Laddove le tecnologie digitali vengano utilizzate in materia tributaria, si avrebbe anzitutto un ampliamento delle proiezioni utilitaristiche del sistema compliance, diminuendo tutte le criticità dovute alla morsa della burocrazia per quanto concerne gli obblighi sostanziali e strumentali; sotto altro profilo le stesse andrebbero ad incalzare la lotta all’evasione fiscale in un’ottica di semplificazione amministrativo-tributaria[8].

Si intende rappresentare, quale precipuo scopo, l’idea che possa sorgere un rapporto “friendly” fra amministrazione finanziaria e contribuente con un progressivo metodo di digitalizzazione del rapporto/presupposto tributario, di modo che si riesca a garantire un più efficiente assolvimento degli adempimenti fiscali e, contestualmente, uno sviluppo della compliance senza eccessivi oneri di sistema.

Ciò potrebbe giovare anche in relazione alla perdita di gettito – tax gap – o al divario scaturente tra le imposte che sono effettivamente incassate e quelle che si incasserebbero con un costante e perfetto adempimento fiscale.

Va da sé che, in linea generale, l’amministrazione finanziaria debba poter sfruttare le rilevanti potenzialità della c.d. rivoluzione digitale. Il ricorso ad algoritmi informatici per l’assunzione di decisioni che riguardano la sfera pubblica e privata si fonda sui paventati guadagni in termini di efficienza e neutralità. In molti campi gli algoritmi promettono di diventare lo strumento attraverso il quale correggere le storture e le imperfezioni che caratterizzano tipicamente i processi cognitivi e le scelte compiute dagli esseri umani, messi in luce soprattutto negli ultimi anni da un’imponente letteratura di economia comportamentale e psicologia cognitiva. In tale contesto, le decisioni prese dall’algoritmo assumono così una pseudo aura di neutralità, frutto di asettici calcoli razionali basati su dati[9].

3. LA RILEVANZA DEGLI ALGORITMI NEL SISTEMA FISCALE E NUOVI POSSIBILI PROSPETTIVE.

Col passaggio all’amministrazione digitale/algoritmica dovrebbe essere sempre garantita al cittadino la piena conoscibilità (trasparenza garantita attraverso la piena conoscibilità ex ante dei meccanismi decisionali) e l’imputabilità della decisione (individuazione di un soggetto responsabile).

La comprensione e la conoscibilità funzionale dell’algoritmo nel rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuente, appaiono, quindi, come un passo necessario e fondamentale al fine di eliminare la paura dell’ignoto e garantire il principio di trasparenza e di uguaglianza.

L’obiettivo del percorso di ricerca è quello di trovare applicazioni concrete alle tre regole auree dell’amministrazione algoritmica individuate dalla normativa eurounitaria e canonizzate dalla giurisprudenza amministrativa e tributaria, intervenendo su eventuali discriminazioni o disincentivi per chi non voglia aderire, in ossequio alle comunicazioni provenienti dagli organi sovranazionali, ad esempio la comunicazione n. 179 del 2016, con la quale la Commissione Europea ha predisposto un piano per favorire la digitalizzazione delle autorità amministrative dei Paesi membri: “EU eGovernment Action Plan 2016-2020 Accelerating the digital transformation of government” (COM/2016/0179), nel bisogno di ricercare un fisco “digitalizzato” che sia unico, multilivello, con il fine immanente di integrarlo normativamente giacché le divergenze fra gli Stati membri dell’Unione Europea continuino a minare ampiamente il fondamentale dell’integrazione europea.

Deve essere sempre garantita la trasparenza dell’algoritmo, ossia la piena conoscibilità a monte del modulo utilizzato e dei criteri applicati, da intendersi sia per la stessa P.A. finanziaria titolare del potere per il cui esercizio viene previsto il ricorso allo strumento dell’algoritmo, sia per i soggetti incisi e coinvolti dal potere stesso.

Deve essere sempre garantita la governabilità umana dell’algoritmo, ossia l’imputabilità della decisione all’organo titolare del potere, il quale deve poter svolgere la necessaria verifica di logicità e legittimità della scelta e degli esiti affidati all’algoritmo.

Deve essere sempre garantita la non discriminazione algoritmica, ossia si devono utilizzare procedure, mettendo in atto misure tecniche e organizzative adeguate, al fine di garantire “che siano rettificati i fattori che comportano inesattezze dei dati e sia minimizzato il rischio di errori e al fine di garantire la sicurezza dei dati personali secondo una modalità che tenga conto dei potenziali rischi esistenti per gli interessi e i diritti dell’interessato e che impedisca tra l’altro effetti discriminatori nei confronti di persone fisiche sulla base della razza o dell’origine etnica, delle opinioni politiche, della religione o delle convinzioni personali, dell’appartenenza sindacale, dello status genetico, dello stato di salute o dell’orientamento sessuale, ovvero che comportano misure aventi tali effetti” (Considerando n. 71, Reg. (UE) 679/2016).

In tale contesto di assoluta rilevanza ciò potrebbe essere consesso mediante:

– un uso qualificato delle tecnologie digitali, all’agevolazione operativa della self-compliance da parte dei contribuenti riducendone gli oneri burocratici, altresì consentire all’amministrazione finanziaria strumenti più efficaci per la repressione degli illeciti fiscali, nel rispetto del

– alla tutela del trattamento dei dati personali Reg. (UE) 2016/679 e di tutte quelle nuove categorie di interessi meritevoli di tutela (c. d. diritti epistemici) connessi al tema del c. d. capitalismo della sorveglianza;

– alla dematerializzazione del diritto di proprietà dei dati (con attenzione al tema della c.d. bit property e dei cc.dd. NFT o non-fungible token);

– alla dematerializzazione dei servizi di pagamento (tributi) e dell’adempimento delle obbligazioni pubbliche e private (e forme di tutela);

– alla revisione dei tradizionali processi e procedimenti amministrativi/tributari tra cittadino e P.A. (in questo contesto, sarà oggetto di ricerca anche l’utilizzo degli algoritmi da parte della P.A.);

– all’inclusione sociale delle persone disabili attraverso la tecnologia, tanto sotto il profilo della cura e della riabilitazione, quanto per il miglioramento della loro qualità di vita ed una maggiore autonomia, che permetta loro di lavorare, di studiare, di comunicare e relazionarsi con gli altri.

4. STATO DELL’ARTE E APPROCCIO APPLICATIVO.

Con un adagio del Prof. Soro, tratto dagli Atti del convegno “Uomini e Macchine, Protezione dati per un’etica digitale”, del 30 gennaio 2018, organizzato dal garante per la protezione dei dati personali in occasione della giornata europea della protezione dei personali sintetizza perfettamente l’essenza della tecnologia, essa: “… da strumento si è fatta dimensione, ecosistema in cui siamo così profondamente immersi da non renderci conto, fino in fondo, delle sue implicazioni. Che si estendono dal lavoro … alla salute e alla ricerca scientifica ma anche alla giustizia, che finisce con il divenire “predittiva”, affidando agli algoritmi persino quelle decisioni dirimenti sull’uomo – colpevolezza, libertà, punibilità – che sembravano l’ultimo baluardo della sovranità e, quindi, della razionalità umana”.

Dal punto di vista sostanziale, il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche, l’interoperabilità delle banche dati e gli strumenti di data analysis potranno contribuire al potenziamento dei controlli effettuati dall’Amministrazione finanziaria, consentendo selezioni sempre più mirate di contribuenti a maggiore rischio di evasione e riducendo così l’invasività dei controlli, o per come espresso dal matematico inglese George Boole riuscire a trasfondere il rigore scientifico delle metodologie, poste a base della ricerca algebrica, allo studio della logica realizzando così un nuovo e rivoluzionario linguaggio, attraverso il quale dare vita ad algoritmi applicabili ad un numero infinito di ipotesi argomentative. Il compito degli operatori, dovrebbe essere quello di travestire la logica con un abito matematico[10] riuscendo a mantenere distinte le operazioni mentali da quelle algebriche[11] ai fini dell’analisi dei dati elaborati e soprattutto in una prospettiva di calcolo in ordine al prelievo fiscale.

Metaforicamente l’ICT (Information and Communication Technologies) con il dio romano Giano, divinità (bifronte) raffigurata con due facce posta a tutela «…dei passaggi e delle transizioni, delle fini e degli inizi, sia nello spazio (soglie, cancelli, porte o confini) sia nel tempo (soprattutto la fine del vecchio e l’inizio del nuovo anno, da cui Gennaio, o delle diverse stagioni, del tempo di pace e di guerra, ecc.)»[12].

Coerentemente a quanto indicato, infatti, un sistema ICT è un sistema che nella quotidianità si trova normalmente a interagire[13] con altri sistemi ICT e con l’uomo[14](HCI), apparendo quindi, tendenzialmente bifronte, poiché una (inter)faccia è rivolta all’utente e l’altra (inter)faccia è rivolta verso la stessa tecnologia, dalla quale prende e alla quale da qualcosa[15].

Ormai, immersi in quest’ambiente ibrido, l’uomo inizia ad accorgersi della tecnologia solo quando la stessa non funziona o viene meno per un qualunque motivo. La nostra quotidianità (lavorativa[16], familiare, sociale, …) poggia, anzi si regge, su una tecnologia determinante quanto, ai nostri occhi, invisibile[17]… E quando “…qualcosa va storto, c’è bisogno di uno specialista che si prenda cura di entrambi i lati dell’interfaccia, con il risultato che gli specialisti sono i nuovi sacerdoti nel tempio di Giano, destinati a diventare tanto più potenti e influenti quanto più facciamo affidamento su tecnologie di ordine elevato”[18].

La sfida che la transizione digitale in ambito tributario si propone di affrontare, ancor di più la nascita di algoritmi che favoriscano processi di soluzione strutturale sia al Fisco che ai contribuenti, è quella, sotto il profilo formale e sostanziale, dell’intercettazione e dell’assoggettamento ad imposizione della ricchezza creata dal e sul web[19] al fine di rendere l’attività della P.A. più agevole e meno “discrezionale” e riconoscere al contribuente una fluidità di movimento digitale[20].

Nondimeno, occorrerà un cambiamento culturale in tal senso, da richiedere ovviamente a tutti gli attori del caso: ai contribuenti, ai professionisti, ma anche e soprattutto all’Amministrazione finanziaria e alle sue capacità di gestire una simile “rivoluzione” su larga scala, che impone un potenziamento della macchina pubblica e la messa a fattor comune di energie e conoscenze diffuse nell’ambito della pubblica amministrazione[21].

Lambire la Privacy del contribuente per ossequiare l’interesse tanto pubblico quanto privato con il feroce rischio di abusi impone al Legislatore la formulazione di regole chiare e sicure traducendosi le quali in quelle garanzie in materia tributaria che rilanciano il bilanciamento dei principi di proporzionalità e ragionevolezza[22].

5. CONCLUSIONI

In conclusione, la prospettiva di partenza va ricercata in un approfondimento critico dei modelli algoritmici già presenti per individuare punti di forza e di debolezza, con l’obiettivo di definire un nuovo approccio che apporti un significativo contributo alla ricerca di settore.

Da Gottfried Wilhelm von Leibniz a George Boole, da John von Neumann a Alan Mathison Turing, l’elaborazione del “diritto” da parte del computer necessita di un meccanismo, a doppia via, capace di tradurre simultaneamente il calcolo in logica e viceversa. Sarà quindi necessario ideare – financo utopicamente concepire – nuovi strumenti per governare il bilanciamento fra interesse pubblico e diritti del contribuente[23], cosicché da garantire, da un lato ai contribuenti che hanno immesso il dato digitale di poterlo correggere e, dall’altro lato, salvaguardare la sicurezza, la segretezza e la inviolabilità dei dati da parte di terzi diversi dall’amministrazione principale del sistema e dei soggetti ai quali, per legge, si dia l’abilitazione a trasmetterli.

Nell’auspicabile utilizzo di algoritmi che abbiano un controllo certo ed agevole in termini di trasparenza e sicurezza, si dovrà individuare il modo migliore per consentire ai modelli attualmente operativi di colmare le criticità esistenti mantenendo, ove possibile, i punti di forza ormai consolidati, specialmente contro “le violazioni in materia di privacy informatica e riservatezza dei dati”.

Subito dopo, sarà importante lavorare sull’acquisizione dei dati che lo stesso programma andrà ad utilizzare e sulla risultante. Difatti, in letteratura sono noti numerosi lavori che affrontano il tema dell’impatto dell’informatica e della telematica sulla Pubblica Amministrazione.

Insomma, la speranza è quella di proporre una soluzione giuridica automatizzata nella risoluzione dei cold cases, tanto in un contesto procedimentale quanto giurisdizionale, e questo è possibile laddove si approdi ad un confronto costruttivo fra gli operatori, stante le tante resistenze sotto il profilo giurisprudenziale[24] che rendono ancora più urgente e cogente un intervento del Legislatore sul tema.


[1] Si veda CARLONI E., Algoritmi su carta. Politiche di digitalizzazione e trasformazione digitale delle amministrazioni, in dir. pubbl., Mulino – Rivistaweb, fasc. 2/19, p. 363; GIANNINI M. S., Diritto amministrativo, Milano, Giuffrè, 1970, p. 59, il quale oltre cinquant’anni fa asseriva che: “la contraddizione delle pubbliche amministrazioni sta nel loro essere imperfette: «spaventose per potenza e insieme inermi, sopraffanno ma si lasciano puerilmente gabbare, hanno ricchezze immense e vivono lesinando”;

[2] FLORIDI L., La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo, Milano, 2017, p. 53;

[3] In argomento ex plurimis: ROMANO B., Algoritmi al potere, Torino, 2018, p. 11;

[4] FLORIDI L., La quarta rivoluzione, op.cit., p. 123;

[5] Con riferimento alla riforma dello Statuto del contribuente si veda fra tutti LOGOZZO M., Il principio del legittimo affidamento tra tutela “parziale”, tutela “piena” e prospettive evolutive, in Il diritto tributario nella stagione delle riforme dalla legge 130/2022 alla legge 111/2023 di MANZON E. – MELIS G. (a cura di), in Giustizia insieme, Pacini, pp. 151 ss., rammentando il presupposto secondo cui: “È noto che il principio di collaborazione e buona fede, enunciato dall’art. 10, comma 1, dello Statuto dei diritti del contribuente, posto a presidio dei rapporti tra contribuente e Amministrazione finanziaria, trovi il proprio fondamento in valori fondamentali della Costituzione, quali il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministra- zione (art. 97 Cost.), la capacità contributiva (art. 53 Cost.), il principio di legalità (art. 23 Cost.), nonché il principio di uguaglianza, inteso sotto il profilo della parità di trattamento fiscale e della ragionevolezza (art. 3 Cost.)”.

[6] SORO A., Uomini e Macchine, Protezione dati per un’etica del digitale, Atti del convegno organizzato dal garante per la protezione dei dati personali in occasione della giornata europea della protezione dei personali, p. 4.

[7] In argomento si segnalano: Cons. St. 19.03.18, n. 1710; Cons. St. 23.01.18, n. 454; Cons. St. 08.04.19, n. 2270; Cons. St. 02.07.19, n. 4522; Cons. St., 13.12.19, n. 8472; Cons. St. 13.12.19, n. 8474; Cons. St. 13.12.19, n. 8473; Cons. St. 02.01.20, n. 30; Cons. St. 04.02.20, n. 881; Cons. St. 14.01.21, n. 451; Cons. St. 12.04.21, n. 2927; Cons. St. 11.05.21, n. 3711; Cons. St. 01.07.21, n. 5038; Cons. St., 08.09.21, n.6236; Cons. St., 4-25.11.2021, n. 7891.

[8] Sul punto si veda CONTRINI A., Digitalizzazione dell’amministrazione finanziaria e attuazione del rapporto tributario: questioni aperte e ipotesi di lavoro nella prospettiva dei principi generali, in Riv. Dir. trib. online, 2/2023, https://www.rivistadirittotributario.it/2023/05/08/digitalizzazione-dellamministrazione-finanziaria-e-attuazione-del-rapporto-tributario-questioni-aperte-e-ipotesi-di-lavoro-nella-prospettiva-dei-principi-generali/; LOGOZZO M., La centralità della telematica negli adempimenti tributari: la fattura elettronica, in DEL FEDERICO L. – DELFINI F. (a cura di), La Digital Economy nel sistema tributario italiano ed europeo, Padova, 2015, p. 119 ss.; SALANITRO G., Amministrazione finanziaria e Intelligenza Artificiale, tra titolarità della funzione e responsabilità, in ALEGO S. (a cura di), Evoluzione scientifica e profili di responsabilità. I. Neuroscienze. II. Intelligenza artificiale. III. Tutela della persona e modelli di responsabilità, Pisa, 2022, 397 ss.;

CORDEIRO GUERRA R., L’intelligenza artificiale nel prisma del diritto tributario, in Dir. prat. trib., 2020, I, p. 921; PAPARELLA F., L’ausilio delle tecnologie digitali nella fase di attuazione dei tributi, in Riv. dir. trib., n. 6/2022, p. 617 ss.;

[9] Sul rapporto tra algoritmo e trasparenza nell’espletamento delle funzioni pubbliche si riporta CONTRINI A., op. cit., p. 111 e ss., il quale nel riportare Giurisprudenza di legittimità amministrativa (Consiglio di Stato, Sentenza n. 8472 del 13.12.2019) ha osservato come: “occorre evidenziare che la tendenziale rigidità dei sistemi di intelligenza artificiale si innesta sulle scelte di base compiute dall’uomo che ha impostato l’algoritmo su cui essi si basano. Da ciò consegue che, per l’utilizzo di algoritmi nell’esercizio di funzioni pubbliche, è imprescindibile garantire la trasparenza e la possibilità di correzione dell’algoritmo. E infatti – come è stato evidenziato dalla VI Sezione del Consiglio di Stato – la trasparenza dei presupposti di impostazione dell’algoritmo è strumento indispensabile per la garanzia dell’imparzialità dell’azione amministrativa e correlativamente, in materia tributaria, del rispetto dei principi di capacità contributiva, razionalità e non discriminazione dell’imposizione.

[10] BOOLE G., L’analisi matematica della logica, Bollati Boringhieri, 1993. La versione in inglese è disponibile nella edizione del 1847 su Google Libri. ALBERTELLI A., Il pensiero logico di George Boole, in Le Scienze (Scientific American), n.146, ottobre 1980.

[11] In materia di rapporti tra matematica, logica e diritto si rinvia a quanto scritto da DANZI G., Sull’evoluzione del diritto: un lungo cammino tra logica e matematica fino alla “giustizia predittiva” del Prof. Luigi Viola, in VIOLA L. (a cura di), Giustizia Predittiva e Interpretazione della Legge con Modelli Matematici, op. cit., p. 68 ss.

[12] FLORIDI L., La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo, Milano, p. 53.

[13] DELLE DONNE S., Il 5G come Giano Bifronte, 17 aprile 2020 (blog huffpost); Il Giano bifronte. Vincoli e possibilità della tecnologia (Dialogo con il professore Santo Di Nuovo a cura di Benedetta Muzii), in Psicologia Clinica, 8 maggio 2020; G. P. Terravecchia, Giano ovvero la tecnologia: riflessioni sull’infosfera #2, in La Ricerca, 14 gennaio 2018.

[14] FLORIDI L., La quarta rivoluzione…, op.cit., p. 25.

[15] FLORIDI L., La quarta rivoluzione…, op.cit., p. 52.

[16] Digital automation and the future of work in European Parliamentary (Autori David Spencer, Matt Cole, Simon Joyce, Xanthe Whittaker and Mark Stuart), Research Service Scientific Foresight Unit (STOA) PE 656.311 – January 2021. Questo rapporto indica l’urgenza sociale, politica ed economica di “perimetrare” ciò che viene comunemente chiamato “‘new surveillance workplace”. Il rapporto analizza le più moderne tecnologie che vengono introdotte per monitorare, tracciare e, in ultima analisi, sorvegliare i lavoratori. Data subjects, digital surveillance, AI and the future of work (Autore Phoebe V. Moore),European Parliamentary Research Service Scientific Foresight Unit (STOA) PE 656.305 – December 2020: “Now, issues are emerging having to do with ownership of data, power dynamics of work-related surveillance, usage of data, human resource practices and workplace pressures in ways that cut across all socio-economic classes”.

[17] What if AI took care of traffic as well as driving?(Author: Andrés García Higuera), European Parliamentary Research Service , Scientific Foresight Unit (STOA) PE 656.317 – December 2020

[18] FLORIDI L., La quarta rivoluzione…, op.cit., p. 56.

[19] FARRI F., Digitalizzazione dell’amministrazione finanziaria e diritti dei contribuenti, in Riv. Dir. trib., vol. XXX, 12/2022, Relazione presentata e svolta dall’Autore al Seminario “Digitalizzazione, transfer pricing e fenomeni di erosione della base imponibile”, in data 24 settembre 2020, nell’ambito del “Dottorato di ricerca in Diritto europeo e comparato dell’impresa e del mercato” – “Scuola Dottorale internazionale di diritto di diritto ed economia – «Tullio Ascarelli»” dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti – Pescara, p. 115 ss.

[20] CASALNUOVO V., Justice Machines in Giustizia predittiva e interpretazione della legge con modelli matematici (a cura di VIOLA L.), Diritto Avanzato, p. 68 e ss. a mente del quale: “E se i numeri sono stati lo strumento che ha permesso di calcolare tutto l’occorrente per inviare il primo uomo sulla Luna, se sono stati lo strumento per codificare l’informazione genetica (la matematica di Kurt Friedrich Gödel, di John von Neumann, di James Dewey Watson e Francis Crick è servita, applicata ad altre discipline, per comprendere i meccanismi della Natura stessa così come profetizzato da Galileo “la matematica è l’alfabeto col quale Dio ha scritto l’universo”) allora perché la matematica non dovrebbe essere nel contempo un comodo strumento per ragionare sulle norme e sulla loro applicazione? Lo stesso Platone, con la sua metafisica, diede alla matematica un ruolo fondamentale nella conoscenza umana»[20].

[21] Cfr. DE NUCCIO E., Principi generali della delega. Statuto del contribuente, scenari internazionali e Fisco digitale, in Riforma fiscale, TOMMASINI A. (a cura di), Giuffré Lefebvre, pp. 31 e ss.

[22] MOSCHETTI G., Il principio di proporzionalità̀ come “giusta misura” del potere nel diritto tributario, Padova, 2017; PETRILLO G., Il principio di proporzionalità̀ nell’azione amministrativa di accertamento tributario, Roma, 2015, p. 65 e ss; CONTRINO A., Banche dati tributarie, scambio di informazioni fra autorità̀ fiscali e “protezione dei dati personali”: quali diritti e tutele per i contribuenti? in Riv. telematica. dir. trib., 2019, 7 ss. (pubblicato online il 29 maggio 2019, www. rivistadirittotributario.it).

[23] Si veda CONTRINI A., op. cit. https://www.rivistadirittotributario.it/2023/05/08/digitalizzazione-dellamministrazione-finanziaria-e-attuazione-del-rapporto-tributario-questioni-aperte-e-ipotesi-di-lavoro-nella-prospettiva-dei-principi-generali/

[24] Di grande spessore e assoluto acume è il controbuto di CONTRINI A., op. cit. https://www.rivistadirittotributario.it/2023/05/08/digitalizzazione-dellamministrazione-finanziaria-e-attuazione-del-rapporto-tributario-questioni-aperte-e-ipotesi-di-lavoro-nella-prospettiva-dei-principi-generali/, allorquando tratta dei rapporti telematici tra contribuenti e amministrazione finanziaria nonché della carta dei diritti del contribuente la quale: “dovrebbe affrontare le tematiche della tutela giurisdizionale, applicando anche a tale versante i principi sopra delineati, a garanzia di taluni diritti digitali in materia fiscale”.