Di Antonio Catricalà

Tassi d’interesse di riferimento della Bce che si manterranno “su un livello pari o inferiore a quello attuale per un prolungato periodo di tempo”, come indicato nell’ultima riunione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. E uno tsunami riorganizzativo nel settore bancario che risulta scritto, nero su bianco, nel disegno di legge di bilancio approvato dal Governo, con stanziamenti ad hoc per gestire gli esuberi del personale. Sono i due elementi che costituiscono una combinazione ‘astrale’ dalla quale gli intermediari finanziari non potranno prescindere.

Le indicazioni arrivate dalla Bce innanzitutto: l’intenzione di mantenere una politica monetaria accomodante rientra in un contesto economico internazionale che vede una crescita a ritmo moderato, con prospettive incerte per le maggiori economie avanzate. La Brexit, a oggi, non ha provocato i temuti scossoni. Anzi, quasi a sorpresa, l’attività economica nel Regno Unito nel secondo trimestre di quest’anno ha accelerato (dall’1,7 al 2,7 per cento), grazie al buon andamento della domanda nazionale, e gli indici PMI in agosto e in settembre hanno registrato, come rileva la Banca d’Italia nel Bollettino Economico di ottobre, “un inatteso rialzo in tutti i principali comparti”. Questo non significa che le incertezze sulle ripercussioni economiche della scelta del popolo britannico siano state spazzate via. Del resto il negoziato “duro”, come lo definiscono i diretti interessati, Gran Bretagna e Unione Europea, deve ancora iniziare.
In questo quadro si inserisce l’economia italiana che, come è noto, si porta dietro debolezze storiche disgiunte dalla congiuntura internazionale. Il nostro Paese cresce ma a ritmi fiacchi: il Governo ha dovuto rivedere al ribasso le stime per l’anno in corso allo 0,8% e allo 0,6% per il 2017. Solo grazie alla legge di bilancio, se approvata nella struttura proposta dall’Esecutivo, arriveremo a un +1% l’anno prossimo. Fortunatamente, come sottolinea via Nazionale, le condizioni del credito bancario sono distese, la qualità dei prestiti migliora. Ma questo non basta per ‘dribblare’ l’altro tema che è in questi giorni sul tappeto: la ristrutturazione del sistema bancario.

Per aiutare le banche ad affrontare una robusta cura dimagrante il Governo ha messo sul piatto, secondo le prime indicazioni, 500 milioni nel triennio 2017-2019 per accompagnare alla pensione fino a 25.000 esuberi. Ma alle banche che, non dimentichiamoci, sono il principale punto di riferimento per gli iscritti all’Oam, si chiede di più. Si chiede di tornare a fare il loro mestiere, di saper riconoscere il merito di credito, distruggendo finalmente quella ragnatela di favoritismi e intrecci personali che in molti casi ne hanno provocato la crisi. La Banca d’Italia ha indicato con chiarezza, in occasione della giornata mondiale del Risparmio, la direzione: le banche dovranno occuparsi delle aziende “in difficoltà ma non prossime al fallimento, con un potenziale almeno in parte inespresso”. E di quelle di successo, anche su scala internazionale, “ma che mancano della capacità manageriale e delle risorse finanziarie per fare un salto di qualità significativo: cambiare assetti tecnologici, adottare le migliori pratiche manageriali, ampliare la gamma dei propri prodotti, allargare lo spettro di azione verso i mercati mondiali più dinamici”. Le banche dovranno avere la capacità di intravede il potenziale inespresso di molte di queste imprese, aiutando le imprese stesse a esprimerlo.

In questa nuova prospettiva agenti e mediatori in attività finanziaria sono chiamati a fare la loro parte in un contesto che cambierà anche l’assetto della categoria. La ‘cura dimagrante’ che affronteranno le banche si tradurrà sicuramente in una esternalizzazione delle reti distributive. Quello che a oggi non è dato sapere è quanti dei lavoratori prepensionati sceglieranno di continuare a lavorare iscrivendosi ai nostri albi. Comunque vada cambierà lo scenario. È questa la ‘combinazione astrale’ da sapere cogliere: condizioni di offerta del credito a tassi bassi senza precedenti, nuove opportunità derivanti dal riassetto del sistema bancario.

Ancora una volta, saranno la professionalità e la correttezza nei confronti del cliente a fare la differenza.
Un primo banco di prova si presenterà nelle prossime settimane: dal 1 novembre sono scattati i nuovi obblighi di trasparenza imposti dalla direttiva ‘mortgage credit’.
Il valore della trasparenza deve essere valore condiviso.
Con il 2016 è andato a regime il registro dei cambiavalute, considerato rilevantissimo dal legislatore per le attività investigative in materia finanziaria e anche nella lotta al terrorismo. Da settembre i nominativi, la collocazione geografica e tutto il set di informazioni utili per conoscere chi svolge questa attività sono on line: anche questo è in linea con il principio di trasparenza che deve caratterizzare il settore. E per il quale ciascuno dovrà fare quotidianamente la propria parte.