Regolamento recante disciplina delle modalita’ e delle procedure per lo svolgimento dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense e per la valutazione delle prove scritte e orali.

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Visto l’articolo 1, comma 3, l’articolo 46, comma  6  e  l’articolo

47, della legge 31 dicembre 2012, n. 247;

Sentito il parere del Consiglio nazionale forense, espresso  il  22

maggio 2015;

Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  sezione

consultiva  per  gli   atti   normativi,   in   via   interlocutoria,

nell’adunanza del 18 giugno 2015;

Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  sezione

consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 27 agosto 2015;

Acquisito il parere delle competenti Commissioni della  Camera  dei

deputati e del Senato della Repubblica;

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la comunicazione al Presidente del  Consiglio  dei  ministri,

effettuata con nota del 2 dicembre 2015;

Adotta

il seguente regolamento:

Art. 1

Oggetto del regolamento. Definizioni

  1. Il presente regolamento disciplina le modalita’ e  le  procedure

per  lo  svolgimento   dell’esame   di   Stato   per   l’abilitazione

all’esercizio della professione forense e per  la  valutazione  delle

prove scritte e orali.

  2. Ai fini del presente regolamento si intende per:

  a) «legge»: la legge 31 dicembre 2012, n. 247;

  b) «commissione centrale»: la commissione di cui  all’articolo  47,

comma 1, della legge;

  c)  «commissione  distrettuale»:   la   sottocommissione   di   cui

all’articolo 47, comma 2, della legge;

  d) «sottocommissione  distrettuale»:  la  sottocommissione  di  cui

all’articolo 47, comma 3, della legge.

Avvertenza:

Il testo delle note qui  pubblicato  e’  stato  redatto

dall’amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi

dell’art. 10, comma 3, del testo unico  delle  disposizioni

sulla  promulgazione  delle  leggi,   sull’emanazione   dei

decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle

pubblicazioni   ufficiali   della   Repubblica    italiana,

approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  28

dicembre 1985, n. 1092,  al  solo  fine  di  facilitare  la

lettura delle disposizioni di legge alle quali  e’  operato

il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia  degli

atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:

– Si riporta il testo degli articoli 1, comma 3,  46  e

47 della legge 31 dicembre 2012, n. 247  (Nuova  disciplina dell’ordinamento della professione forense):

«Art.  1  (Disciplina  dell’ordinamento  forense).
In vigore dal 2 febbraio 2013.

1. – 2. (Omissis).

3. All’attuazione  della  presente  legge  si  provvede

mediante regolamenti  adottati  con  decreto  del  Ministro della giustizia, ai sensi  dell’art.  17,  comma  3,  della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro  due  anni  dalla  data della sua entrata in vigore, previo  parere  del  Consiglio nazionale forense (CNF) e, per le sole materie di interesse di questa, della Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense. Il CNF esprime i  suddetti  pareri  entro  novanta giorni dalla  richiesta,  sentiti  i  consigli  dell’ordine territoriali e le associazioni forensi che siano costituite da almeno cinque anni e che siano  state  individuate  come maggiormente  rappresentative  dal  CNF.  Gli  schemi   dei regolamenti sono trasmessi alle Camere, ciascuno  corredato di  relazione  tecnica,  che  evidenzi  gli  effetti  delle disposizioni recate, e dei pareri di cui al primo  periodo, ove  gli  stessi  risultino  essere  stati  tempestivamente comunicati, perche’ su di essi sia espresso, nel termine di sessanta  giorni   dalla   richiesta,   il   parere   delle

Commissioni parlamentari competenti.

              da 4. a 6. (Omissis).».

              «Art. 46 (Esame di Stato). – 1.  L’esame  di  Stato  si

          articola in tre prove scritte ed in una prova orale.

              2. Le prove scritte sono svolte sui temi formulati  dal

          Ministro della giustizia ed hanno per oggetto:

              a) la redazione di un parere motivato, da scegliere tra

          due questioni in materia regolata dal codice civile;

              b) la redazione di un parere motivato, da scegliere tra

          due questioni in materia regolata dal codice penale;

              c) a redazione  di  un  atto  giudiziario  che  postuli

          conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale,

          su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra

          il  diritto  privato,  il  diritto  penale  ed  il  diritto

          amministrativo.

              3. Nella prova orale il  candidato  illustra  la  prova

          scritta e dimostra la conoscenza  delle  seguenti  materie:

          ordinamento e deontologia forensi, diritto civile,  diritto

          penale, diritto  processuale  civile,  diritto  processuale

          penale;   nonche’   di   altre    due    materie,    scelte

          preventivamente dal candidato,  tra  le  seguenti:  diritto

          costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro,

          diritto commerciale, diritto comunitario ed  internazionale

          privato,   diritto   tributario,   diritto   ecclesiastico,

          ordinamento giudiziario e penitenziario.

              4. Per la valutazione di ciascuna prova  scritta,  ogni

          componente della commissione d’esame dispone di dieci punti

          di merito; alla prova orale sono ammessi  i  candidati  che

          abbiano conseguito, nelle tre prove scritte,  un  punteggio

          complessivo di almeno 90 punti e un punteggio non inferiore

          a 30 punti in ciascuna prova.

              5. La commissione annota  le  osservazioni  positive  o

          negative nei vari punti  di  ciascun  elaborato,  le  quali

          costituiscono motivazione del voto che viene  espresso  con

          un numero pari alla somma dei  voti  espressi  dai  singoli

          componenti. Il Ministro della giustizia determina, mediante

          sorteggio, gli abbinamenti per la  correzione  delle  prove

          scritte tra i candidati e le sedi di corte di  appello  ove

          ha luogo la correzione degli elaborati  scritti.  La  prova

          orale ha luogo nella medesima sede della prova scritta.

              6.  Il  Ministro  della  giustizia,  sentito  il   CNF,

          disciplina con regolamento le modalita’ e le  procedure  di

          svolgimento dell’esame di Stato  e  quelle  di  valutazione

          delle prove scritte ed orali da effettuare sulla  base  dei

          seguenti criteri:

              a)   chiarezza,   logicita’   e   rigore   metodologico

          dell’esposizione;

              b) dimostrazione della concreta capacita’ di  soluzione

          di specifici problemi giuridici;

              c)  dimostrazione  della  conoscenza   dei   fondamenti

          teorici degli istituti giuridici trattati;

              d) dimostrazione della capacita’ di cogliere  eventuali

          profili di interdisciplinarieta’;

              e) dimostrazione della  conoscenza  delle  tecniche  di

          persuasione e argomentazione.

              7. Le prove scritte si svolgono con il solo ausilio dei

          testi    di    legge    senza    commenti    e    citazioni

          giurisprudenziali. Esse devono iniziare in  tutte  le  sedi

          alla stessa ora, fissata dal Ministro della  giustizia  con

          il provvedimento con il quale vengono indetti gli esami.  A

          tal fine, i testi di legge portati  dai  candidati  per  la

          prova  devono  essere  controllati  e  vistati  nei  giorni

          anteriori all’inizio della prova  stessa  e  collocati  sul

          banco su cui il candidato sostiene la prova. L’appello  dei

          candidati deve svolgersi per tempo in  modo  che  le  prove

          scritte  inizino  all’ora  fissata   dal   Ministro   della

          giustizia.

              8. I candidati non possono  portare  con  se’  testi  o

          scritti, anche informatici, ne’ ogni sorta di strumenti  di

          telecomunicazione, pena la immediata esclusione dall’esame,

          con provvedimento del presidente della commissione, sentiti

          almeno due commissari.

              9. Qualora siano  fatti  pervenire  nell’aula,  ove  si

          svolgono  le  prove  dell’esame,  scritti  od  appunti   di

          qualunque genere, con qualsiasi mezzo, il candidato che  li

          riceve e non ne fa immediata denuncia alla  commissione  e’

          escluso immediatamente dall’esame, ai sensi del comma 8.

              10. Chiunque faccia pervenire in qualsiasi modo ad  uno

          o piu’ candidati, prima o durante la prova  d’esame,  testi

          relativi al tema proposto e’ punito,  salvo  che  il  fatto

          costituisca piu’ grave reato, con la pena della  reclusione

          fino a tre anni. Per i fatti indicati nel presente comma  e

          nel comma 9,  i  candidati  sono  denunciati  al  consiglio

          distrettuale di disciplina del distretto competente per  il

          luogo di iscrizione  al  registro  dei  praticanti,  per  i

          provvedimenti di sua competenza.

              11.  Per  la  prova  orale,   ogni   componente   della

          commissione dispone di dieci punti di merito  per  ciascuna

          delle materie di esame.

              12. Sono giudicati idonei i candidati che ottengono  un

          punteggio  non  inferiore  a  trenta  punti  per   ciascuna

          materia.

              13.  Agli  oneri  per  l’espletamento  delle  procedure

          dell’esame di Stato di cui al presente articolo si provvede

          nell’ambito  delle  risorse  disponibili   a   legislazione

          vigente, e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri  per  la

          finanza pubblica. Resta ferma la corresponsione  all’Erario

          della tassa di cui all’art. 1, primo comma, lettera b), del

          decreto legislativo del Capo  provvisorio  dello  Stato  13

          settembre 1946, n. 261,  come  rideterminata  dall’art.  2,

          comma  1,  lettera  b),  del  decreto  del  Presidente  del

          Consiglio dei ministri 21 dicembre 1990,  pubblicato  nella

          Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31 dicembre 1990.

              13-bis. Le spese per la sessione d’esame sono  poste  a

          carico del candidato nella misura forfetaria di euro 50, da

          corrispondere al momento della presentazione della domanda.

              13-ter. Le modalita’ di versamento  del  contributo  di

          cui al comma 13-bis  sono  stabilite  con  decreto,  avente

          natura non regolamentare, del Ministro della giustizia,  di

          concerto con il Ministro  dell’economia  e  delle  finanze.

          Analogamente, il contributo e’  aggiornato  ogni  tre  anni

          secondo l’indice dei prezzi al consumo per le  famiglie  di

          operai e impiegati.

              Art. 47 (Commissioni di esame). – 1. La commissione  di

          esame  e’  nominata,  con  decreto,  dal   Ministro   della

          giustizia ed e’  composta  da  cinque  membri  effettivi  e

          cinque supplenti, dei quali: tre effettivi e tre  supplenti

          sono avvocati designati dal CNF tra gli  iscritti  all’albo

          speciale  per  il  patrocinio  davanti  alle  giurisdizioni

          superiori, uno dei quali la presiede;  un  effettivo  e  un

          supplente sono di  regola  prioritariamente  magistrati  in

          pensione, e solo in seconda istanza magistrati in servizio;

          un effettivo e un supplente sono professori universitari  o

          ricercatori confermati in materie giuridiche.

              2. Con il medesimo decreto, presso ogni sede  di  corte

          d’appello,  e’   nominata   una   sottocommissione   avente

          composizione identica alla commissione di cui al comma 1.

              3. Presso ogni  corte  d’appello,  ove  il  numero  dei

          candidati lo richieda, possono essere formate con lo stesso

          criterio  ulteriori  sottocommissioni  per  gruppi  sino  a

          trecento candidati.

              4. Esercitano le funzioni  di  segretario  uno  o  piu’

          funzionari distaccati dal Ministero della giustizia.

              5. Non possono essere designati  nelle  commissioni  di

          esame avvocati che siano membri dei consigli dell’ordine  o

          di  un  consiglio   distrettuale   di   disciplina   ovvero

          componenti del consiglio di amministrazione o del  comitato

          dei  delegati  della  Cassa  nazionale  di  previdenza   ed

          assistenza forense e del CNF.

              6.  Gli  avvocati  componenti  della  commissione   non

          possono  essere  eletti  quali  componenti  del   consiglio

          dell’ordine, di un consiglio  distrettuale  di  disciplina,

          del  consiglio  di  amministrazione  o  del  comitato   dei

          delegati della Cassa nazionale di previdenza ed  assistenza

          forense e del CNF nelle elezioni immediatamente  successive

          alla data di cessazione dell’incarico ricoperto.

              7. L’avvio delle procedure per l’esame di  abilitazione

          deve essere tempestivamente pubblicizzato secondo modalita’

          contenute  nel  regolamento  di  attuazione   emanato   dal

          Ministro della  giustizia  entro  un  anno  dalla  data  di

          entrata in vigore della presente legge.

              8. Il Ministro della giustizia, anche su richiesta  del

          CNF, puo’ nominare ispettori per il controllo del  regolare

          svolgimento delle  prove  d’esame  scritte  ed  orali.  Gli

          ispettori possono partecipare in ogni momento agli esami  e

          ai  lavori  delle  commissioni  di  uno  o  piu’  distretti

          indicati nell’atto di nomina ed esaminare tutti gli atti.

              9. Dopo la conclusione dell’esame di  abilitazione  con

          risultato positivo, la commissione rilascia il  certificato

          per l’iscrizione nell’albo degli avvocati.  Il  certificato

          conserva efficacia ai fini dell’iscrizione negli albi.».

              – Si riporta il testo  dell’art.  17,  comma  3,  della

          legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’  di

          Governo e ordinamento della Presidenza  del  Consiglio  dei

          ministri):

              «Art. 17 (Regolamenti). – 1. – 2. (Omissis).

              3. Con decreto  ministeriale  possono  essere  adottati

          regolamenti nelle materie di competenza del ministro  o  di

          autorita’  sottordinate  al  ministro,  quando   la   legge

          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per

          materie di competenza  di  piu’  ministri,  possono  essere

          adottati con decreti interministeriali, ferma  restando  la

          necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.

          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono

          dettare norme contrarie a quelle  dei  regolamenti  emanati

          dal Governo. Essi debbono essere comunicati  al  Presidente

          del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.

              da 4. a 4-ter. (Omissis).».

          Note all’art. 1:

              – Per l’art. 47, commi 1, 2 e 3 della citata  legge  31

          dicembre 2012, n. 247, si veda nelle note alle premesse.

Art. 2

              Modalita’ di presentazione delle domande

  1. Con decreto del Ministro della  giustizia  vengono  indetti  gli

esami di Stato per  l’abilitazione  all’esercizio  della  professione

forense e sono fissati il termine e  le  modalita’  di  presentazione

della domanda. Il decreto deve prevedere che la domanda  puo’  essere

presentata  anche  con  modalita’  telematiche,  nel  rispetto  delle

disposizioni del Codice  dell’amministrazione  digitale,  di  cui  al

decreto legislativo 7 marzo 2005, n.  82.  Nel  medesimo  decreto  e’

rimessa a ciascuna commissione distrettuale l’indicazione dei  luoghi

e delle date per la consegna dei testi di legge. Almeno dieci  giorni

prima dell’inizio delle prove  scritte  la  commissione  distrettuale

provvede a norma del periodo precedente e ne da’ pubblicita’  in  una

sezione dedicata del sito internet del Ministero della giustizia.

  2. Agli esami possono partecipare i praticanti che abbiano compiuto

la prescritta pratica entro il giorno 10 del  mese  di  novembre.  E’

consentita la produzione del certificato di compiuta pratica dopo  la

scadenza del termine stabilito per la presentazione della domanda, ma

non oltre i venti giorni precedenti a  quello  fissato  per  l’inizio

delle prove scritte.

  3.  Sull’ammissibilita’  delle  domande  decide  senza  ritardo  la

commissione distrettuale formando  l’elenco  degli  ammessi,  che  e’

depositato almeno quindici giorni prima dell’inizio delle prove negli

uffici  della  segreteria  della  commissione.  Dell’elenco  e’  data

comunicazione  agli  ammessi  mediante  la  sua  pubblicazione  nella

sezione  dedicata  del  sito  del  Ministero  della  giustizia.   Ove

possibile, dell’avvenuta pubblicazione  e’  data  notizia  a  ciascun

candidato ammesso a mezzo  di  posta  elettronica  ordinaria.  Quando

nella domanda non e’ indicato  un  indirizzo  di  posta  elettronica,

dell’avvenuta  pubblicazione   e’   data   notizia   mediante   posta

raccomandata.

          Note all’art. 2:

              – Il decreto legislativo 7 marzo 2005,  n.  82  (Codice

          dell’amministrazione   digitale),   e’   pubblicato   nella

          Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112, S.O.

Art. 3

                  Formulazione e consegna dei temi

  1. I temi di cui all’articolo 46, comma 2, lettere a) e  b),  della

legge sono formulati in modo da consentire al candidato di sviluppare

un parere motivato in relazione ad un caso concreto, affrontando  gli

eventuali   profili   di   interdisciplinarieta’,   approfondendo   i

fondamenti teorici degli istituti giuridici trattati ed accennando in

ordine  agli  orientamenti   giurisprudenziali   che   concorrono   a

delinearne la struttura essenziale.

  2. Il tema di cui all’articolo  46,  comma  2,  lettera  c),  della

legge, e’ formulato in modo da permettere al candidato di  dimostrare

la conoscenza del diritto processuale, la sua  applicazione  pratica,

le tecniche di redazione dell’atto, nonche’ la specifica capacita’ di

versare  nell’atto  conoscenze  generali  di   diritto   sostanziale,

unitamente   alla   dimostrazione   di   una    adeguata    capacita’

argomentativa.

  3. In un arco temporale compreso tra  i  centoventi  e  i  sessanta

minuti precedenti  l’ora  fissata  per  l’inizio  di  ciascuna  prova

scritta, il Ministero della giustizia trasmette al  presidente  della

commissione distrettuale, a mezzo di posta elettronica certificata, i

temi formulati per ciascuna  prova,  protetti  da  un  meccanismo  di

crittografia a chiavi asimmetriche. A tal fine  il  Ministero  attiva

una  casella  PEC  per  il   presidente   di   ciascuna   commissione

distrettuale. Il file contenente la chiave privata  di  decrittazione

e’ inserito dal Ministero  in  un’area  riservata  del  proprio  sito

internet, nel lasso temporale compreso tra  i  sessanta  e  i  trenta

minuti precedenti  l’ora  fissata  per  l’inizio  di  ciascuna  prova

scritta. Nei giorni immediatamente precedenti  l’inizio  della  prima

prova scritta, il Ministero consegna al presidente della  commissione

distrettuale  le  credenziali  personali   per   l’accesso   all’area

riservata di cui al periodo precedente. Il file contenente la  chiave

privata di decrittazione deve essere scaricato dal  presidente  della

commissione distrettuale prima che sia attivato il monitoraggio dello

spettro radioelettrico  di  cui  all’articolo  4,  comma  1.  All’ora

fissata per  l’inizio  di  ciascuna  prova  scritta,  la  commissione

procede  alla  decrittazione  del  tema  inviato  a  mezzo  di  posta

elettronica certificata e redige un verbale in cui da’  atto  che  la

decrittazione e’ avvenuta dopo l’attivazione del  monitoraggio  dello

spettro radioelettrico. Quando le prove scritte non si svolgono in un

unico locale, una distinta casella di posta elettronica certificata e

le credenziali personali per l’accesso all’area  riservata  del  sito

internet  del  Ministero  sono  fornite  anche  al  presidente  della

sottocommissione  distrettuale  ovvero   ad   un   componente   della

commissione distrettuale cui e’ affidata la polizia degli  esami  che

si svolgono in ciascun locale. A tal fine, almeno dieci giorni  prima

dell’inizio  della  prima  prova   scritta,   il   presidente   della

commissione distrettuale comunica al Ministero i nominativi di coloro

ai quali devono essere fornite le credenziali  a  norma  del  periodo

precedente.

          Note all’art. 3:

              – Per l’art. 46, comma 2, lettere a),  b)  e  c)  della

          citata legge 31 dicembre 2012, n. 247, si veda  nelle  note

          alle premesse.

Art. 4

                   Svolgimento delle prove scritte

  1. Il presidente della Corte di appello adotta  ogni  provvedimento

necessario per l’organizzazione delle prove scritte e, in ogni  caso,

dispone che i  locali  degli  esami  siano  sottoposti,  a  cura  del

Ministero dello sviluppo economico  –  direzione  generale  attivita’

territoriali,  al  monitoraggio  dello  spettro  radioelettrico   con

schermatura  delle  frequenze  della  telefonia   cellulare   e   dei

collegamenti wi-fi.

  2. I candidati possono portare per la prova esclusivamente testi di

legge stampati e  pubblicati  a  cura  di  un  editore,  ivi  incluso

l’Istituto  Poligrafico  e  Zecca   dello   Stato.   Il   timbro   di

riconoscimento della commissione distrettuale,  la  data  in  cui  e’

effettuato il controllo ed il visto di uno dei suoi  componenti  sono

apposti sulla prima di copertina dei testi di legge ammessi.

  3. I candidati  non  possono  introdurre  nel  locale  degli  esami

strumenti informatici idonei  alla  memorizzazione  di  informazioni,

carta da scrivere, appunti, manoscritti, libri  o  pubblicazioni  non

autorizzati, qualsiasi tipo di riproduzione di testi di legge diverso

da quelli previsti al comma 2, ovvero borse o altri contenitori.  Gli

oggetti che non possono essere introdotti nel locale degli esami sono

custoditi a cura del personale preposto alla vigilanza.

  4. Il personale  preposto  alla  vigilanza  invita  i  candidati  a

consentire le operazioni di controllo,  quando  sussiste  un  fondato

motivo di ritenere che possono essere rinvenuti oggetti  che  non  e’

consentito introdurre nel  locale  degli  esami.  In  ogni  caso,  il

personale preposto alla vigilanza rivolge l’invito di cui al  periodo

precedente ad  un  significativo  numero  di  candidati,  individuati

secondo  criteri  casuali  individuati  dalla  commissione  centrale,

almeno dieci giorni prima dell’inizio delle prove scritte. Quando  il

candidato non consente le operazioni di controllo,  il  presidente  o

uno  dei  componenti  della  commissione  o  della   sottocommissione

distrettuale dispone che non gli sia permesso l’ingresso  nel  locale

degli  esami  e  dichiara  che  il  candidato  ha  perso  il  diritto

all’esame. Il responsabile  del  personale  preposto  alla  vigilanza

redige un verbale per indicare il numero dei  soggetti  sottoposti  a

controllo, le  generalita’  dei  candidati  che  hanno  rifiutato  di

sottoporsi a controllo, nonche’ il presidente o il  componente  della

commissione o della sottocommissione distrettuale che ha disposto che

il candidato ha perso il diritto all’esame.

  5. Ciascun candidato e’ collocato in un tavolo separato individuato

in modo casuale. Ai fini dell’articolo 46, comma 7  della  legge,  la

commissione distrettuale stabilisce le modalita’  per  l’assegnazione

casuale del tavolo a ciascun candidato entro il giorno precedente  la

data fissata per la consegna dei testi di legge.

  6. Per lo svolgimento di ogni prova scritta sono assegnate sei  ore

dal momento della dettatura del tema. Non sono ammessi agli  esami  i

candidati che si presentano quando la dettatura e’ iniziata.

  7. I candidati devono utilizzare esclusivamente  carta  munita  del

timbro di riconoscimento della commissione distrettuale,  della  data

della prova scritta e del visto di uno dei suoi componenti.

  8. Essi non possono conferire tra loro, ne’ comunicare in qualsiasi

modo con estranei.

  9. E’ escluso dall’esame colui che contravviene  alle  disposizioni

dirette ad assicurare la regolarita’ dell’esame.

  10. L’esclusione e’ disposta dal  presidente  della  commissione  o

della sottocommissione distrettuale, sentiti  almeno  due  componenti

della commissione.

  11. I candidati ritirati o espulsi non possono  lasciare  i  locali

degli esami prima che siano trascorse tre  ore  dalla  dettatura  del

tema.

  12. Durante il tempo in cui si svolge  la  prova  debbono  trovarsi

presenti  nel  locale  degli  esami  almeno  due   componenti   della

commissione  o  della  sottocommissione  distrettuale.  Ad  essi   e’

affidata la polizia degli  esami  e  sono  coadiuvati  dal  personale

preposto.

  13. I componenti della  commissione  ed  i  segretari  non  possono

entrare nei locali dopo la dettatura del tema e, se, nel corso  delle

prime tre ore dalla dettatura, si allontanano dagli  stessi,  non  vi

possono rientrare.

  14. Al candidato sono consegnate in  ciascuno  dei  tre  giorni  di

esame due buste di uguale colore, una grande munita di  un  tagliando

con  numero  progressivo,  corrispondente  al  numero  d’ordine   del

candidato stesso nell’elenco degli ammessi all’esame, ed una  piccola

contenente un cartoncino bianco.

  15. Le buste residue, oltre quelle consegnate  ai  candidati,  sono

chiuse in piego suggellato con  il  timbro  di  riconoscimento  della

commissione. Sul piego appongono la firma il presidente o chi  ne  fa

le veci, un componente della  commissione  o  della  sottocommissione

distrettuale ed il segretario.

  16. Il piego di cui al comma 15 non puo’ essere aperto se  non  per

trarne le buste da  consegnare  eventualmente  ai  candidati  che  le

richiedono in sostituzione di buste  deteriorate  che  devono  essere

restituite.  In  tal  caso  le   buste   residue,   comprese   quelle

deteriorate, sono chiuse in altro piego suggellato e firmato a  norma

del predetto comma.

  17.  Dopo  aver  svolto  il  tema,  il  candidato,  senza   apporvi

sottoscrizione ne’ altro contrassegno, pone il foglio o i fogli nella

busta grande, in cui mette anche la busta piccola foderata o comunque

non trasparente, chiusa,  contenente  il  cartoncino  bianco  ove  ha

indicato il proprio nome, cognome, data di  nascita  e  residenza,  e

consegna il tutto al presidente o a chi ne fa le veci.  Quest’ultimo,

dopo aver accertato che il numero segnato sul tagliando  della  busta

grande corrisponda al numero d’ordine del candidato,  appone  la  sua

firma trasversalmente  sulla  busta  stessa  in  modo  che  vi  resti

compreso  il  relativo  lembo  di  chiusura,  nonche’,  sui   margini

incollati, l’impronta in ceralacca  del  sigillo  della  commissione.

L’apposizione da parte del candidato,  sui  fogli  consegnati,  della

sottoscrizione o di altro  contrassegno  oggettivamente  atto  a  far

riconoscere l’elaborato rende nulla la prova.

  18. Tutte le buste contenenti i lavori sono affidate, alla fine  di

ciascuna prova, al segretario della commissione distrettuale,  previa

raccolta di esse in uno o piu’ pacchi firmati all’esterno da uno  dei

componenti della commissione o della sottocommissione distrettuale, e

suggellati con l’impronta in ceralacca del sigillo della commissione.

  19. Il presidente comunica ai componenti della commissione e  delle

sottocommissioni distrettuali l’ora in cui, nel giorno immediatamente

successivo   all’ultima   prova,   si   procede   all’operazione   di

raggruppamento di cui al presente comma e li  invita  ad  assistervi.

Alla  presenza  di  almeno  quattro  componenti  di  cui  al  periodo

precedente e di almeno cinque candidati designati  dal  presidente  e

tempestivamente avvertiti, constata l’integrita’ dei sigilli e  delle

firme, apre i pacchi contenenti le buste con i lavori,  raggruppa  le

tre buste aventi sui rispettivi tagliandi lo stesso  numero  e,  dopo

aver staccato i tagliandi, le chiude in un’unica busta  piu’  grande,

nella quale viene apposto un numero progressivo  soltanto  quando  e’

ultimata l’operazione di raggruppamento per  tutte  le  buste  con  i

lavori, avendo cura di rimescolare le buste stesse prima  di  apporvi

il predetto numero progressivo. Tutte le buste  debitamente  numerate

sono poi  raccolte  in  piego  suggellato  con  le  stesse  modalita’

indicate nel comma 18.

  20. Di tutte le operazioni di cui ai precedenti commi, come pure di

tutto quanto  avviene  durante  lo  svolgimento  delle  prove,  viene

redatto processo verbale, sottoscritto dal presidente o da chi ne  fa

le veci e dal segretario.

  21. Con decreto del  Ministro  della  giustizia  sono  determinati,

mediante sorteggio, gli abbinamenti per  la  correzione  delle  prove

scritte tra i candidati e le sedi di Corte di appello ove ha luogo la

correzione degli elaborati scritti.  Le  prove  scritte  si  svolgono

presso la Corte d’appello individuata ai sensi dell’articolo 45 della

legge; la prova orale  ha  luogo  nella  medesima  sede  della  prova

scritta. Il sorteggio di cui  al  periodo  precedente  e’  effettuato

previo raggruppamento delle sedi di Corte d’appello che presentano un

numero di domande di ammissione sufficientemente omogeneo, al fine di

garantire  un  equilibrato  rapporto  tra   la   composizione   delle

commissioni d’esame e il  numero  dei  candidati  di  ciascuna  sede.

Quando  una  Corte  di  appello  presenta  un   numero   di   domande

particolarmente elevato, il  raggruppamento  puo’  essere  costituito

anche mediante l’inserimento di due  o  piu’  Corti  di  appello  che

presentano  un  piu’  contenuto  numero  di  domande;  all’esito  del

sorteggio, i lavori scritti elaborati dai candidati  della  Corte  di

appello piu’ grande sono ripartiti tra le due o piu’ Corti di appello

ad essa abbinate e quelli elaborati dai candidati  di  queste  ultime

sono  corretti  da  commissioni,  individuate   mediante   sorteggio,

costituite presso altre Corti di appello.

  22. Esaurite le operazioni  di  cui  ai  commi  18,  19  e  20,  il

presidente della commissione distrettuale  ne  da’  comunicazione  al

presidente della Corte d’appello il quale, anche per  il  tramite  di

persona incaricata, dispone il trasferimento delle  buste  contenenti

gli elaborati redatti dai candidati alla Corte  d’appello  presso  la

quale e’ istituita la commissione sorteggiata per  la  correzione  ai

sensi  del  comma  precedente;  il  trasferimento  ha  luogo  a  cura

dell’ispettore della polizia penitenziaria appositamente delegato dal

Capo del dipartimento.

  23.  Il  Presidente  della  Corte  d’appello  presso  la  quale  e’

istituita la commissione esaminatrice di cui all’articolo  46,  comma

5, della legge, riceve, anche per il tramite di  persona  incaricata,

le buste  contenenti  gli  elaborati  e  ne  ordina  la  consegna  al

presidente della commissione  distrettuale  il  quale,  attestato  il

corretto ricevimento delle buste, dispone l’inizio  delle  operazioni

di  correzione  degli  elaborati  ivi   contenuti   e   adotta   ogni

provvedimento organizzativo opportuno.

  24. Le disposizioni del presente articolo si applicano a  decorrere

dalla sessione di esame immediatamente successiva alla  scadenza  del

termine di cui all’articolo 49 della legge.

          Note all’art. 4:

              – Per l’art. 46, commi 5 e  7  della  citata  legge  31

          dicembre 2012, n. 247, si veda nelle note alle premesse.

              – Si riporta il testo degli  articoli  45  e  49  della

          citata legge 31 dicembre 2012, n. 247:

              «Art. 45 (Certificato di compiuto tirocinio). –  1.  Il

          consiglio  dell’ordine  presso  il  quale  e’  compiuto  il

          periodo di tirocinio rilascia il relativo certificato.

              2. In caso di domanda di trasferimento  del  praticante

          avvocato presso  il  registro  tenuto  da  altro  consiglio

          dell’ordine, quello di provenienza certifica la durata  del

          tirocinio svolto fino  alla  data  di  presentazione  della

          domanda e, ove il prescritto periodo di  tirocinio  risulti

          completato, rilascia il certificato di compiuto tirocinio.

              3.  Il  praticante  avvocato  e’  ammesso  a  sostenere

          l’esame di Stato nella sede di corte  di  appello  nel  cui

          distretto  ha  svolto  il  maggior  periodo  di  tirocinio.

          Nell’ipotesi in cui  il  tirocinio  sia  stato  svolto  per

          uguali  periodi  sotto  la  vigilanza  di   piu’   consigli

          dell’ordine aventi sede in distretti diversi,  la  sede  di

          esame e’ determinata in base al luogo  di  svolgimento  del

          primo periodo di tirocinio.».

              «Art. 49 (Disciplina transitoria per l’esame). – 1. Per

          i primi quattro anni dalla data di entrata in vigore  della

          presente legge l’esame di abilitazione all’esercizio  della

          professione  di  avvocato  si  effettua,  sia  per   quanto

          riguarda le prove scritte e le prove orali, sia per  quanto

          riguarda  le  modalita’  di   esame,   secondo   le   norme

          previgenti.».

Art. 5

                   Correzione delle prove scritte

  1. Terminate le prove scritte, la commissione centrale fissa  senza

ritardo le linee generali da seguire  per  rispettare  i  criteri  di

valutazione degli elaborati sui temi assegnati, in modo  da  favorire

la omogeneita’ di valutazione in tutte le sedi di esame.

  2.  La  correzione  degli  elaborati  contenuti  nelle  tre   buste

raggruppate  ai  sensi  dell’articolo  4,  comma   19   e’   compiuta

contestualmente e non si da’ apertura della busta piccola  contenente

il cartoncino bianco di cui all’articolo 4,  comma  14.  Al  fine  di

contenere le spese di trasferta, la commissione o la sottocommissione

distrettuale puo’ disporre che una o piu’ sedute  per  la  correzione

degli elaborati scritti possano svolgersi nei locali  di  un  ufficio

giudiziario del distretto con sede in un  comune  diverso  da  quello

della Corte di appello presso la quale la commissione e’  costituita;

al trasferimento delle buste  contenenti  gli  elaborati  scritti  da

correggere provvede la polizia penitenziaria.

  3. In sede di  correzione  degli  elaborati  la  commissione  e  le

sottocommissioni distrettuali sono tenute ad uniformarsi  ai  criteri

di cui all’articolo 46, comma 6, della legge, verificando altresi’ la

coerenza dell’elaborato con il tema assegnato, la conoscenza da parte

del candidato degli orientamenti giurisprudenziali, che concorrono  a

delineare la struttura essenziale  degli  istituti  giuridici,  e  la

corretta applicazione delle regole processuali.

  4. La commissione o la sottocommissione distrettuale, nel  caso  in

cui accerti che l’elaborato e’, in tutto o in parte, copiato da altro

lavoro ovvero da altra fonte, annulla  la  prova.  Deve  pure  essere

annullato  l’esame  del  candidato  che   comunque   si   sia   fatto

riconoscere.

  5. La commissione e le sottocommissioni distrettuali procedono alla

correzione degli elaborati nel piu’ breve tempo possibile e  comunque

non oltre sei mesi dalla conclusione delle prove; la proroga di detto

termine puo’ essere disposta una sola volta, e comunque per non oltre

novanta  giorni,  con  provvedimento  del  presidente   della   Corte

d’appello, per motivi eccezionali e debitamente accertati.

  6. All’attribuzione del voto  complessivo  si  procede  al  termine

della lettura di ciascun elaborato. Il presidente esprime il voto per

ultimo. Finita la lettura e deliberato  il  giudizio,  il  segretario

annota immediatamente, su ognuna delle buste  piccole  contenenti  il

cartoncino bianco e nella prima pagina di ciascun elaborato  scritto,

il numero progressivo di cui all’articolo 4, comma 19.  L’annotazione

e’ sottoscritta dal presidente, da un componente della commissione  e

dal segretario. Successivamente si procede ad  inserire  nella  busta

grande, sulla quale e’ stato apposto il numero  progressivo  a  norma

dell’articolo 4, comma 19, i tre  elaborati  scritti,  le  tre  buste

piccole contenenti il cartoncino e il verbale.  La  busta  grande  e’

chiusa  secondo  le   modalita’   preventivamente   stabilite   dalla

commissione centrale.

  7. Delle operazioni  di  correzione  degli  elaborati  scritti  del

medesimo candidato e’ redatto un unico verbale. Il verbale riporta la

data, l’ora di inizio e termine delle operazioni di correzione  degli

elaborati contenuti nelle buste raggruppate a norma del comma  2,  la

somma dei voti riportati rispetto a ciascun  elaborato  e  il  numero

progressivo di cui all’articolo 4, comma 19.  Quando  l’elaborato  e’

valutato negativamente, se ne da’ motivazione dalla  quale  risultano

gli elementi posti a base del giudizio.

  8. Terminate le operazioni di correzione degli elaborati scritti di

tutti i candidati, la commissione distrettuale procede, alla presenza

di due unita’ di personale amministrativo o di personale delle  forze

di  polizia  individuate  dal  presidente  della  Corte  di  appello,

all’apertura delle buste piccole contenenti i  cartoncini  sui  quali

sono riportati i  nominativi  dei  candidati.  Delle  operazioni  del

presente comma e’ redatto verbale in cui  si  da’  atto  dell’univoca

associazione tra il numero progressivo apposto a norma  dell’articolo

4, comma 19, e il nominativo del candidato.

  9. All’esito delle operazioni di  correzione  degli  elaborati,  il

presidente della Corte di appello individuata ai sensi  dell’articolo

46, comma 5, della legge, riceve  dal  presidente  della  commissione

distrettuale le buste contenenti gli elaborati,  i  relativi  verbali

attestanti le operazioni di correzione, il verbale di cui al comma  8

e  l’elenco  degli  ammessi  alla  prova  orale  e  ne   dispone   il

trasferimento alla Corte di appello di  appartenenza  dei  candidati,

presso la  quale  ha  luogo  la  prova  orale.  Il  trasferimento  e’

effettuato con le modalita’ indicate nell’articolo 4.

  10. Il presidente della commissione distrettuale  istituita  presso

la Corte di appello ove  si  svolge  la  prova  orale  stabilisce  il

giorno, l’ora e il luogo in cui la stessa ha inizio e, in presenza di

due componenti  della  commissione  e  del  segretario  della  stessa

nonche’, ove possibile, di due candidati, procede alle operazioni  di

sorteggio di una  lettera  dell’alfabeto.  Il  candidato  che  dovra’

sostenere per primo la prova orale e’ colui il cui cognome inizia con

la lettera estratta e che in  ordine  alfabetico  precede  gli  altri

cognomi  che  hanno  inizio  con  la  stessa  lettera.   L’intervallo

temporale tra la data di  deposito  dell’elenco  degli  ammessi  alla

prova orale e l’inizio della stessa non puo’ essere  inferiore  a  un

mese ne’ superiore a due.

  11.  Quando   sono   costituite   una   o   piu’   sottocommissioni

distrettuali, la ripartizione dei candidati  da  esaminare  ha  luogo

mediante criteri  casuali  individuati  dalla  commissione  centrale,

entro novanta giorni dal termine delle prove scritte.

  12. Le disposizioni del  presente  articolo  si  applicano  con  la

decorrenza di cui all’articolo 4, comma 24.

          Note all’art. 5:

              – Per l’art. 46, commi 5 e  6  della  citata  legge  31

          dicembre 2012, n. 247, si veda nelle note alle premesse.

Art. 6

                    Svolgimento delle prove orali

  1. Terminate le operazioni di cui all’articolo 5, commi 10 e 11, la

commissione  e  le  sottocommissioni  distrettuali  predispongono  il

calendario delle prove orali e ne danno  comunicazione  ai  candidati

ammessi  mediante  pubblicazione  nella  sezione  dedicata  del  sito

internet del Ministero della giustizia. Ove possibile,  dell’avvenuta

pubblicazione si da’ notizia a ciascun candidato  a  mezzo  di  posta

elettronica ordinaria, a cura  del  segretario  della  commissione  o

della sottocommissione innanzi alla quale deve svolgersi la prova; si

applica l’articolo 2, comma 3, quarto periodo. Le prove  orali  hanno

inizio  tra  il  ventesimo  e  il  trentesimo  giorno  successivo  al

compimento delle operazioni di cui all’articolo 5.

  2.  I  candidati  debbono  presentarsi  alla  prova  orale  secondo

l’ordine che e’ fissato dal  presidente  della  commissione  o  della

sottocommissione distrettuale. Terminato il primo appello si  procede

immediatamente al secondo. Il candidato che non si sia presentato  al

primo ne’ al secondo appello perde il  diritto  all’esame.  Tuttavia,

quando sussistano gravi motivi, il candidato puo’  richiedere,  prima

dell’orario fissato per l’inizio della prova orale e con  istanza  al

presidente della commissione o della  sottocommissione  distrettuale,

corredata di idonea documentazione, di fissare una nuova data per  lo

svolgimento della prova stessa. Quando l’istanza si fonda  su  motivi

di salute, il presidente puo’ disporre la visita fiscale  domiciliare

secondo le disposizioni relative al controllo dello stato di malattia

dei pubblici dipendenti. In ogni caso, quando l’istanza  e’  accolta,

la prova  deve  essere  svolta  entro  dieci  giorni  dalla  data  di

cessazione dell’impedimento.

  3. Si applica l’articolo 46, comma 6, della legge.

  4.  La  prova  orale  e’  pubblica  e  deve  durare  non  meno   di

quarantacinque e non piu’ di sessanta minuti per  ciascun  candidato.

Successivamente all’illustrazione della prova scritta,  al  candidato

sono rivolte le domande individuate mediante  estrazione  svolta  con

modalita’ informatiche tra quelle contenute in un apposito data  base

alimentato a norma dell’articolo 7, comma 1. Il candidato ha  diritto

di assistere all’estrazione con modalita’ informatiche delle  domande

sulle quali deve rispondere.  Ogni  componente  della  commissione  o

della  sottocommissione  puo’  rivolgere  al  candidato  domande   di

approfondimento dell’argomento oggetto della domanda estratta,  volte

a verificare l’effettiva preparazione dello stesso.

  5. Il data base e il  programma  informatico  di  estrazione  delle

domande di cui al comma  4  sono  realizzati,  entro  un  anno  dalla

pubblicazione del presente decreto  nella  Gazzetta  Ufficiale  della

Repubblica  italiana,  dalla  direzione  generale   per   i   sistemi

informativi e automatizzati del Ministero  della  giustizia,  che  si

avvale della commissione permanente di cui all’articolo 7, comma 2.

  6. Il direttore generale dei sistemi informativi automatizzati  del

Ministero  della  giustizia,  entro  quindici  giorni  dal  collaudo,

attesta la piena operativita’ del data base  con  decreto  pubblicato

sul sito del medesimo Ministero.

  7. Al termine di ciascun  colloquio  la  commissione  procede  alla

valutazione  del  candidato,  distintamente  per  ogni  materia.   Le

operazioni di cui al periodo precedente sono svolte in  presenza  del

segretario.

  8. Il segretario registra immediatamente nel  processo  verbale  il

punteggio riportato da ciascun candidato per ogni materia nonche’  la

valutazione numerica di ciascun commissario, le  domande  estratte  e

allo stesso rivolte. Quando la prova orale e’ valutata negativamente,

se ne da’ motivazione dalla quale risultano gli elementi posti a base

del giudizio.

  9. Il presidente della Corte di appello adotta  ogni  provvedimento

necessario per l’organizzazione delle prove orali.

          Note all’art. 6:

              – Per l’art. 46, comma 6 della citata legge 31 dicembre

          2012, n. 247, si veda nelle note alle premesse.

Art. 7

Modalita’ di alimentazione  del  data  base  e  costituzione  di  una

  commissione permanente presso il Ministero della giustizia

  1. Ognuna delle commissioni e delle  sottocommissioni  distrettuali

entro quindici giorni dalla conclusione delle prove orali formula  un

congruo  numero  di  domande  per  ciascuna  materia  d’esame  e   il

segretario provvede al loro inserimento nel data base. Entro  novanta

giorni dal termine  delle  prove  scritte,  la  commissione  centrale

stabilisce il numero minimo di domande da  predisporre  a  norma  del

periodo precedente.

  2. Presso il Ministero della giustizia e’ istituita una commissione

permanente formata, per i primi quattro anni dall’entrata  in  vigore

del presente regolamento, dal direttore del centro elaborazione  dati

della Corte di cassazione o da un magistrato da lui delegato, che  la

presiede, da un avvocato individuato dal Consiglio nazionale  forense

e da un professore universitario di prima o seconda  fascia  nominato

dal Consiglio universitario nazionale. La commissione  fornisce  alla

direzione  generale  dei  sistemi   informativi   automatizzati   del

Ministero   della   giustizia   il   supporto   necessario   per   la

predisposizione del  data  base  di  cui  all’articolo  6,  comma  4,

individuando le modalita’ di formulazione delle domande ed elaborando

i criteri di classificazione delle stesse, al fine di  consentire  il

loro agevole reperimento e la comparazione tra di esse.

  3. Successivamente alla scadenza del quadriennio di cui al comma 2,

il presidente della commissione e’, in luogo del direttore del centro

elaborazione dati della Corte di cassazione,  il  direttore  generale

della giustizia  civile  del  Ministero  della  giustizia  ovvero  un

magistrato da lui delegato.

  4. Entro  novanta  giorni  dal  termine  delle  prove  scritte,  la

commissione permanente provvede ad apportare alle  domande  contenute

nel data base ogni  opportuna  modifica  per  consentire  un’adeguata

valutazione della  preparazione  dei  candidati  e  ad  eliminare  le

domande che presentano un contenuto identico  o  analogo  rispetto  a

quelle gia’ inserite.

  5. La  partecipazione  alla  commissione  permanente  non  comporta

alcuna indennita’ o retribuzione a carico dello Stato, ne’ alcun tipo

di rimborso spese.

  6. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 4 si applicano  a  decorrere

dalla terza sessione di esame  che  si  svolge  successivamente  alla

pubblicazione di cui all’articolo 6, comma 6.

Art. 8

       Misure transitorie per lo svolgimento della prova orale

  1. A decorrere dalla sessione di  esame  immediatamente  successiva

alla scadenza del termine di cui all’articolo 49 della legge  e  sino

alla pubblicazione del decreto di cui all’articolo  6,  comma  6,  le

commissioni e le  sottocommissioni  distrettuali  predispongono,  per

ogni seduta, un congruo numero  di  domande,  tra  cui  il  candidato

estrae manualmente quelle  sulle  quali  deve  rispondere.  Per  ogni

seduta, e’ redatto un verbale di tutte le domande  predisposte  dalla

commissione o dalla sottocommissione distrettuale. Prima  dell’inizio

delle prove orali, la commissione centrale stabilisce,  per  ciascuna

materia d’esame, il numero  minimo  di  domande  da  predisporre  per

ciascuna seduta a norma del presente comma.

  2. Per le prime due sessioni di esame successive alla pubblicazione

di cui all’articolo 6, comma 6, si applicano le disposizioni  di  cui

al comma 1, e i segretari delle commissioni e delle  sottocommissioni

distrettuali inseriscono nel data base tutte le  domande  predisposte

per ogni seduta.

  3. A decorrere  dalla  terza  sessione  di  esame  successiva  alla

pubblicazione del decreto di cui  al  comma  6  dell’articolo  6,  le

domande rivolte al candidato sono individuate esclusivamente  con  le

modalita’ previste dal comma 4 del predetto articolo.

          Note all’art. 8:

              – Per l’art. 49 della citata legge 31 dicembre 2012, n.

          247, si veda nelle note all’art. 4.

Art. 9

               Certificato per l’iscrizione nell’Albo

  1. Dopo la conclusione dell’esame  di  abilitazione  con  risultato

positivo, la commissione o la sottocommissione distrettuale  rilascia

il  certificato  per  l’iscrizione  nell’albo  degli   avvocati.   Il

certificato conserva efficacia ai fini dell’iscrizione negli albi.

Art. 10

                              Compensi

  1.  I  compensi  dei  componenti  effettivi   e   supplenti   della

commissione e  delle  sottocommissioni  distrettuali,  dei  segretari

effettivi e supplenti e del personale preposto  alla  vigilanza  sono

liquidati a norma del decreto del Ministro dell’universita’  e  della

ricerca scientifica  e  tecnologica  15  ottobre  1999  e  successive

modificazioni, avente ad oggetto «Compensi  spettanti  ai  componenti

delle commissioni giudicatrici degli esami di Stato  di  abilitazione

all’esercizio delle professioni».

  2. Il compenso fisso di cui al  decreto  indicato  al  comma  1  e’

liquidato per intero in favore dei componenti effettivi  e  supplenti

che hanno esaminato, nel corso  delle  prove  scritte  ed  orali,  un

numero di candidati pari alla  media  dei  candidati.  La  media  dei

candidati e’ ricavata sommando il  numero  complessivo  di  candidati

esaminati durante le prove scritte al numero complessivo di candidati

esaminati durante le prove orali e dividendo  il  risultato  ottenuto

per  il   numero   dei   componenti   della   commissione   e   delle

sottocommissioni  distrettuali.  Il  compenso   fisso   e’   altresi’

liquidato  per  intero  ai  componenti  della  commissione  e   delle

sottocommissioni  distrettuali  che  hanno  esaminato  un  numero  di

candidati  non  inferiore  all’ottanta  per  cento  della  media  dei

candidati e non superiore al  centoventi  per  cento  della  medesima

media.  Per  ciascun  componente,  effettivo   o   supplente,   della

commissione e delle sottocommissioni distrettuali che ha esaminato un

numero di candidati inferiore all’ottanta per cento della  media,  il

compenso fisso e’ ridotto in  misura  pari  alla  meta’  dell’importo

previsto dal decreto di cui al comma 1. All’esito delle riduzioni  di

cui al periodo precedente, gli importi che complessivamente residuano

sono attribuiti a norma del comma 3.

  3. Ai componenti, effettivi e supplenti, della commissione e  delle

sottocommissioni distrettuali,  che  hanno  esaminato  un  numero  di

candidati pari o superiore al centoventi per cento  della  media,  e’

attribuito un compenso fisso in misura corrispondente alla somma:

  a) dell’importo di cui all’articolo 1,  comma  1,  del  decreto  15

ottobre 1999;

  b) dell’importo costituito dalla divisione degli importi di cui  al

quinto periodo del comma 2 per il numero dei  componenti  di  cui  al

presente comma.

  4. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3  si  applicano  anche  con

riguardo alla liquidazione dei compensi  dei  segretari  effettivi  e

supplenti.

  5. Il compenso di cui ai commi 2 e 3 e’ in ogni  caso  aumentato  a

norma dell’articolo 1, comma  2,  del  decreto  15  ottobre  1999,  e

successivi adeguamenti, per ogni elaborato scritto e,  per  le  prove

orali, per ogni candidato esaminato.

  6. Dalla pubblicazione del decreto di cui all’articolo 6, comma  6,

il compenso dei componenti delle commissioni  e  del  segretario  non

puo’ essere liquidato in assenza di un’attestazione  di  quest’ultimo

da cui risulti l’inserimento delle domande  nel  data  base  a  norma

dell’articolo 8,  comma  2,  per  le  prime  due  sessioni  di  esame

successive alla pubblicazione, e a norma dell’articolo 7, comma 1,  a

decorrere dalla terza sessione di esame successiva alla pubblicazione

medesima.

          Note all’art. 10:

              – Si riporta il  testo  dell’art.  1  del  decreto  del

          Ministro dell’universita’ e  della  ricerca  scientifica  e

          tecnologica  15  ottobre  1999   (Compensi   spettanti   ai

          componenti delle commissioni giudicatrici  degli  esami  di

          Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni):

              «Art. 1. – 1. A decorrere dalle sessioni  del  corrente

          anno  1999   a   ciascun   componente   delle   commissioni

          giudicatrici  degli  esami   di   Stato   di   abilitazione

          all’esercizio delle professioni e’ corrisposto un  compenso

          fisso, al lordo delle ritenute per legge,  di  L.  800.000,

          maggiorato del 20% per i presidenti.

              2. Il predetto compenso e’ aumentato di 2.500 lire  per

          le prove scritte corrette e di  2.500  lire  per  le  prove

          orali per ogni candidato esaminato.

              3. Ai componenti e ai presidenti, anche  estranei  alle

          pubbliche  amministrazioni  con  sedi  di  servizio  o   di

          residenza diverse da quelle in cui si svolgono gli esami e’

          dovuto il trattamento di  missione  nella  misura  prevista

          dalla normativa vigente per i dirigenti di direzione  degli

          uffici di livelli dirigenziale generale.».

Art. 11

                 Clausola di invarianza finanziaria

1. All’attuazione  delle  disposizioni  del  presente  decreto  si

provvede mediante  l’utilizzo  delle  risorse  umane,  strumentali  e

finanziarie disponibili  a  legislazione  vigente  e  senza  nuovi  o

maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Roma, 25 febbraio 2016

Il Ministro: Orlando

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 31 marzo 2016

Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia  e  affari  esteri,

reg.ne prev. n. 818