47 – Sez. giurisdizionale dell’Emilia-Romagna – sentenza 5 giugno 2023 – Pres. T. Maiello, Est. A. Giordano – P.M. De Nicolo – Procura Emilia-Romagna c. P. e al.

(riproposizione di questioni pregiudiziali; giurisdizione della Corte dei conti; responsabilità erariale da transazione)

La fattispecie oggetto della controversia riguarda i danni erariali scaturiti dall’avvenuta concessione di un importante finanziamento pubblico all’esito della prospettata alternazione, da parte del soggetto finanziato, dei dati contabili di bilancio.

Massime

Ove un’eccezione venga ritenuta infondata in forza di un’espressa enunciazione (o di un’enunciazione indiretta che comunque chiaramente e univocamente sottenda la valutazione di infondatezza), la sua devoluzione al giudice d’appello, da parte del convenuto rimasto vittorioso quanto a esito finale della lite, postula la proposizione di rituale appello incidentale. La mera riproposizione dell’eccezione può bastare solo allorché l’eccezione non sia stata ritenuta infondata nella motivazione né con una statuizione espressa né in modo indiretto ma comunque chiaro e inequivoco.

Un contratto di finanziamento fa sì che un privato partecipi a un programma pubblico, integrante la ratio dell’intervento finanziario statale; l’impiego indebito delle pubbliche risorse – in violazione del vincolo di destinazione che le caratterizza – determina una fattispecie di danno all’erario (da vanificazione dello scopo del finanziamento) pacificamente rientrante nell’alveo della giurisdizione della Corte dei conti.

La logica delle reciproche concessioni sottesa all’accordo non è suscettibile di sindacato se non nei casi di arbitrarietà o irragionevolezza.

Non è consentito sindacare i contenuti di dettaglio di un concordato preventivo e di una transazione novativa, se non nei casi estremi di arbitrarietà o irragionevolezza delle intervenute composizioni. La scelta di addivenire a una transazione è soggetta a sindacato nei limiti della rispondenza della stessa a criteri di razionalità, congruità e prudente apprezzamento cui deve ispirarsi l’azione amministrativa.

Sono censurabili dinanzi alla Corte dei conti i soli contegni astrattamente discrezionali che si rivelino però connotati, in concreto, da tratti di marcata illegittimità o irragionevolezza o comunque che contravvengano a basilari norme giuridiche ovvero di buon senso, essendo causa di un danno patrimonialmente valutabile.